Programma elezioni ENPAP 2021-2025

Si può governare bene l'ENPAP se si è in grado di mantenere vivo un pensiero ancorato alla propria identità e competenza professionale.

Riteniamo che la politica professionale stia correndo rischi di involuzione a causa della contesa che da troppi anni vede contrapposte le due forze che governano rispettivamente l'ENPAP e l'Ordine Nazionale. È una zavorra al pensiero e genera subalternità reciproca, con conseguente sottovalutazione del valore del garantismo nelle pratiche istituzionali. Altre volte esse generano tra loro ibride alleanze locali, del tutto strumentali, che mettono in seria discussione il rapporto di lealtà con il sistema professionale.

Alcuni punti cardine

IL MONTANTE CONTRIBUTIVO VERSATO DAGLI PSICOLOGI NON DOVRA’ ESSERE MAI TOCCATO, NÉ DALLO STATO NÉ

DALL’ENPAP STESSO

NO ALL’INCREMENTO DEL MINIMO CONTRIBUTIVO DEL 10%

SÌ ALLA CULTURA DELLA PREVIDENZA, ALL’AUMENTO VOLONTARIO DELLA PERCENTUALE DI VERSAMENTO, ALLA FLESSIBILITÀ

DELLA CONTRIBUZIONE E ALLA POSSIBILITÀ DI VERSARE SOMME UNA TANTUM

NO ALLE SPEREQUAZIONI RISPETTO AL SISTEMA PREVIDENZIALE PUBBLICO

LA RIVALUTAZIONE DEI MONTANTI CONTRIBUTIVI DEVE VALERE ANCHE PER I PENSIONATI ATTIVI, COME ATTUALMENTE NON È

ASSICURAZIONE PROFESSIONALE GRATUITA DI BASE PER TUTTI GLI ISCRITTI

COMINCIARE A INTERSECARE LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

INCOMPATIBILITÀ DELLE DOPPIE CARICHE ISTITUZIONALI NEGLI ORDINI E NELL’ENPAP

LE MISURE DI ASSISTENZA VANNO RIORDINATE SECONDO SCELTE DI PRIORITA’ SOCIALE ANDANDO INCONTRO A PRECISI

BISOGNI DI CARATTERE SOCIALE

OCCUPARSI DELLE PENSIONI ENPAP CHE SI COLLOCANO AL DI SOTTO DELLA SOGLIA DI POVERTA’

LA VERA SOLIDARIETÀ: UNA BANCA DEL TEMPO PER METTERE A DISPOSIZIONE A COSTO ZERO ORE DI LAVORO PROFESSIONALE

PER COLLEGHI PENSIONATI CHE POSSANO AVERE BISOGNO DI SOSTEGNO

SI ALLA DIALETTICA DEMOCRATICA IN ENPAP:
– Almeno un sindaco deve essere di appannaggio della minoranza
– Nei gruppi di lavoro deve essere sempre garantita la presenza delle componenti di minoranza

La previdenza

Il programma prevede proposte sia di iniziativa politica sia di diretta attuazione per ottenere maggiore

equità e flessibilità della contribuzione, al fine di tutelare ed incrementare il risparmio dei singoli colleghi.

Principali iniziative politiche

  • Gli attuali pensionati attivi non vanno differenziati dagli altri Iscritti: la rivalutazione dei montanti contributivi deve valere anche per loro, come attualmente non è. Questa misura di equità bisogna sostenerla con forza in tutte le sedi.
  • Aumentare la flessibilità della contribuzione: oltre a prevedere l’attivazione di forme di flessibilità contributiva durante l’anno, va sostenuta la possibilità di versare somme una tantum.
  • No all’incremento del minimo contributivo del 10%.
  • Sì all’aumento volontario della percentuale di versamento.
  • Agire per superare le iniquità fiscali che ancora toccano le pensioni e l’assistenza per gli Psicologi rispetto al sistema previdenziale pubblico.

Proposte da attuare

  • Stipulare convenzioni con Istituti per la Previdenza Complementare, su base volontaria e non a carico dell’Ente, in coordinamento o meno con altre Casse professionali.
  • Recuperare l’elusione contributiva di quegli Enti che evadono il dovuto contributo integrativo del 2% a carico del cliente e che non destinano le trattenute previdenziali all’ENPAP.
  • Rientrare dei crediti contributivi dei singoli Iscritti, riducendo al minimo le sanzioni e favorendo il rientro graduale del debito con piani personalizzati.
  • Promuovere un cambiamento culturale tra i colleghi nelle forme del risparmio, prevedendo forme di incentivo e consulenze sulla scelta di incremento percentuale del versamento all’ENPAP.

Il sistema dei servizi

  • Assicurazione Professionale gratuita di base per tutti gli Iscritti.
  • Miglioramento delle prestazioni dell’Assistenza Sanitaria Integrativa, privilegiando compagnie
    assicurative che abbiano una ampia rete di assistenza diretta che risulta essere la forma più efficace di risparmio per l‘assistito; in tal senso prevedere un polo consulenziale ENPAP che possa intervenire in caso di conflitto tra assistito e compagnia assicurativa.
  • Vaglio delle convenzioni con gli Istituti di credito per migliorare le condizioni per fidi e per mutui acquisto prima casa e studio professionale, favorendo anche l’estensione del periodo di restituzione.
  • Istituzione di un servizio di consulenza sulle offerte del mercato relative alla Previdenza Complementare.
  • Sviluppo di una cultura della consulenza che affianchi davvero gli Iscritti, anticipando le criticità che potranno presentarsi e favorendo il rientro del debito con piani personalizzati.

L'ENPAP: una struttura sempre più efficiente

L’ENPAP è composto di una struttura amministrativa interna e si avvale di consulenti finanziari esterni. Al fine di amministrare e incrementare il patrimonio degli Iscritti è necessario che queste due componenti siano periodicamente sottoposte a valutazione da parte di un’entità terza, esterna e neutrale.

Sarebbe opportuno avvicendare nel tempo l’Ente revisore contabile di cui ci si avvale.

Rispetto agli investimenti, oltre a garantire un’analisi completa del loro impianto, con particolare riguardo alla differenziazione, al rendimento ed alla sicurezza, è necessario approfondire in dettaglio – e darne trasparenza – il regime delle commissioni finanziarie.

CIG e CdA dialettica democratica, trasparenza e comunicazione

Il Consiglio di Indirizzo Generale (CIG) ed il Consiglio di Amministrazione (CdA) sono gli organi elettivi dell’ENPAP. In particolare, il CIG svolge funzioni di indirizzo fondamentali che vanno sostenute di fronte al CdA nella forma come nella sostanza: determinare gli obiettivi generali della previdenza della categoria; individuare e deliberare le forme di assistenza da realizzare; deliberare sui criteri generali in materia di investimento; deliberare le modifiche allo Statuto ed ai Regolamenti; deliberare i Bilanci.

L’azione che alcuni di noi hanno portato avanti nella passata legislatura nel raggruppamento Cultura e Professione-Sipap ha teso a difendere lo spazio di controllo e indirizzo del CIG a fronte della tendenza a delegittimarne il ruolo da parte del CdA. Anche i Ministeri vigilanti hanno assunto una posizione netta imponendo che le delibere del CIG non fossero solo consultive, ma pienamente deliberanti. Questo rappresenta un grande risultato da cui far ripartire le nostre iniziative.

  • Vigilare sui rischi di depotenziamento del ruolo del CIG.
  • Incompatibilità delle doppie cariche istituzionali negli Ordini (Presidente, Vicepresidente, Segretario e Tesoriere) e nell’ENPAP per valorizzare la differenziazione tra i due Organismi e per ridurre la tendenza al mestiere del politico professionale.
  • La dialettica tra maggioranza e minoranze è un valore aggiunto da perseguire in ogni momento attraverso specifici dispositivi organizzativi. La passata Consiliatura ha mostrato cedimenti da questo punto di vista, nel mancato coinvolgimento delle minoranze nei gruppi di lavoro e nella mancata elezione da parte del CIG di un componente della minoranza nel Collegio dei Sindaci.                                  
  • Pertanto, proponiamo:
  • – Almeno un sindaco deve essere di appannaggio della minoranza;
  • – Nei gruppi di lavoro deve essere sempre garantita la presenza dei componenti delle minoranze in rappresentanza della totalità degli Iscritti.
  • Tra gli Iscritti ci sono sia liberi professionisti “puri”, sia coloro che pur essendo dipendenti pubblici o privati esercitano anche attività libero-professionale. Chiediamo che il diritto di rappresentanza venga favorito per coloro che abbiano l’ENPAP come prima e unica pensione rispetto a chi nell’ENPAP ha soltanto una pensione aggiuntiva rispetto a quella principale erogata da altro ente previdenziale. In Consiglio di Amministrazione, su cinque componenti, i dipendenti non possono essere più di uno. La nostra proposta è quella di estendere alla composizione del CIG lo stesso criterio.
  • Nella passata Consiliatura sono state consolidate con metodo “storico” le remunerazioni dei componenti del CdA e del Presidente, conglobando in una cifra fissa quanto prima veniva corrisposto sotto forma di cifra fissa di base + gettoni di presenza a fronte dell’attività svolta. Questo cambiamento ha limitato il principio valoriale della collegialità. Intendiamo ripristinare il sistema precedente di remunerazione dei componenti del CdA.
  • Il CIG non è posto nelle condizioni di operare realmente sulle misure di assistenza in quanto non lo raggiungono dettagliate informazioni di ritorno sull’applicazione dei provvedimenti. Non si può così verificare la validità delle misure né aggiustare il tiro. Va ricordato che il CIG è l’organo titolare dell’individuazione delle forme di assistenza da realizzare e che delibera sulla loro istituzione (art. 7 dello Statuto). Vanno quindi definite le regole affinché il CIG riceva in tempo e in modo esaustivo le informazioni necessarie ad operare adeguatamente.
  • Il CdA delibera patrocini onerosi (a carico dell’ENPAP) per sostenere iniziative e convegni. Su questa voce non c’è rendicontazione di dettaglio. Un modo che si presta a creare divisioni fra i soggetti professionali rispetto ad una misura che va comunque ripensata e rimodulata.
  • Diffusione periodica delle informazioni relative agli investimenti ed ai loro esiti.

La centralità dell'assistenza - Il solidarismo

È la stessa norma di legge che impone all’ENPAP una funzione di assistenza verso i colleghi, andando così incontro a precisi bisogni di carattere sociale. Nella platea dei pensionati ENPAP si vanno sempre più profilando sacche di vera indigenza per chi non può più esercitare né ha altre fonti di reddito. Va promossa la componente solidaristica della colleganza, una dimensione culturale di vicinanza e attenzione tra colleghi, affinché nessuno rimanga troppo solo nella difficoltà.

  • Rimodulazione dei tetti di spesa delle misure di Assistenza, secondo la loro urgenza sociale.
  • Ampliamento della capienza del Fondo di Assistenza, mantenendo però il contributo integrativo al 2% (da cui attinge il Fondo Assistenza).
  • La misura che eroga borse di studio ad allievi di corsi di formazione e specializzazione è importante ma anche delicata perché rischia di influenzare il mercato di accesso agli istituti formativi. Peraltro le tematiche aggiuntive (gestionali, amministrative, ecc.) che per l’ENPAP debbono essere presenti nei corsi perché possano accedere alla misura, di per sé non qualificano i corsi stessi. La misura va rivista introducendo come componente qualificante del momento formativo, un criterio fortemente sentito nella professione, quale lo sviluppo di una polarità di ricerca sull’esercizio professionale. Chiediamo in ogni caso che dopo un anno di applicazione la misura venga sottoposta a verifica in collaborazione con i titolari stessi dei corsi.
  • Nell’ambito delle misure di Assistenza è doveroso creare un meccanismo di sostegno alle pensioni ENPAP che si collocano sotto alla soglia di povertà, con i livelli Isee più bassi e che non fruiscano di sostegni da altri soggetti, pubblici o privati.
  • Promozione di studi attuariali specifici sulle pensioni più basse per cercare di mitigarne l’impatto di indigenza e per valutare possibili correttivi.
  • Allertare sul piano consulenziale – con amplissimo anticipo – i soggetti più a rischio sotto questo riguardo.
  • Istituzione di un Servizio di Consulenza di Assistenza Sociale che favorisca l’accesso degli Iscritti a contributi pubblici quando ne ricorrano le condizioni.
  • Costruzione di un assetto di scambio con la Comunità dei colleghi che contribuiscono, talvolta con grandi sacrifici, all’esistenza dell’Ente stesso; va, quindi, rafforzato il senso di appartenenza della comunità professionale che si raccoglie attorno all’ENPAP per realizzare con essa uno scambio efficace.
  • Favorire forme di sostegno mutualistiche nella comunità professionale; ad esempio, una Banca del Tempo per mettere a disposizione a costo zero ore di lavoro professionale per colleghi pensionati indigenti che possano avere bisogno di sostegno.